giovedì 9 gennaio 2025

Passione arredo. L'incanto dello stile country inglese, un viaggio tra tradizione e modernità

Ogni cultura ha qualcosa di unico da offrire, e imparare a vedere il valore in queste differenze può arricchire la nostra esperienza umana. Eppure, con riferimento agli inglesi, credo che con la loro storia ricca e complessa, abbiano sempre suscitato sentimenti contrastanti in tutto il mondo. Da un lato, sono ammirati per la loro cultura, innovazione e contributi globali; dall'altro, possono essere criticati per il loro passato coloniale e alcune caratteristiche culturali percepite come distanti. L'Inghilterra ha dato al mondo alcuni dei più grandi scrittori e artisti, come William Shakespeare, Jane Austen e i Beatles, tanto per citarne alcuni. La loro cultura popolare, dalla musica al cinema, ha avuto un impatto globale. Hanno contribuito enormemente al progresso scientifico e tecnologico. La Rivoluzione Industriale è iniziata in Inghilterra, e scienziati come Isaac Newton e Charles Darwin hanno cambiato il corso della storia. L'Inghilterra è stata una delle prime nazioni a sviluppare un sistema democratico e a promuovere i diritti umani. La Magna Carta del 1215 è considerata uno dei primi documenti a limitare il potere del re e a garantire diritti ai cittadini. Eppure L'Impero Britannico, sebbene abbia portato progresso in alcune aree, è anche responsabile di molte ingiustizie e sfruttamenti. Le politiche coloniali hanno spesso portato a conflitti, divisioni e sofferenze per le popolazioni locali.

La potenza politica degli inglesi è il risultato di una combinazione di fattori storici, economici e culturali. La monarchia costituzionale, l'eredità dell'Impero Britannico, la Rivoluzione Industriale, la diplomazia e il sistema giuridico sono tutti elementi che hanno contribuito a creare e mantenere l'influenza dell'Inghilterra nel mondo. Sebbene il contesto globale sia cambiato, l'Inghilterra continua a essere una nazione con un significativo peso politico e culturale a livello internazionale. Un mondo, comunque, complesso che ha ostentato sempre i suoi distinguo: la guida a destra, il sistema di misurazione ecc. Insomma, non la si può amare oppure odiare. Bisogna prenderla così com’è con i suoi pregi ed i suoi difetti.

Per quanto mi riguarda adoro Drew Pritchard che ogni domenica ci delizia sul canale HGTV, ho adorato Downton Abbey e amo la campagna inglese con i suoi antichi cottage. Ovvio, pertanto, sognare di possederne uno. E, tenuto conto che sognare la casa perfetta è relativamente semplice, ecco qua i miei consigli per gli utenti.

Quando si parla di arredamento in stile country inglese, si evoca immediatamente l'immagine di ambienti caldi e accoglienti, che riflettono la bellezza rustica e l'autenticità della campagna britannica. I materiali utilizzati in questo stile di arredo sono fondamentali per creare l'atmosfera desiderata e devono essere scelti con cura per assicurare che ogni elemento contribuisca a costruire un ambiente armonioso e funzionale. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria espressione di calore, comfort e storia. Questo stile, che affonda le sue radici nelle case di campagna della Gran Bretagna, è diventato un'icona di eleganza senza tempo, capace di trasportare chiunque in un mondo dove la natura e la tradizione si fondono in un abbraccio accogliente.

La bellezza dello stile country inglese risiede nella sua capacità di evocare sensazioni di intimità e familiarità. I mobili in legno massiccio, spesso lasciati nel loro colore naturale o dipinti in tonalità pastello, sono i veri protagonisti di questi ambienti. Le finiture rustiche, come la boiserie e i pavimenti in pietra o legno, aggiungono un tocco di autenticità e fascino. Il legno è senza dubbio il protagonista indiscusso dello stile country inglese. Materiali come noce, quercia, rovere e mogano sono apprezzati per la loro qualità e durabilità, oltre che per la loro capacità di portare calore e carattere agli spazi. Questi legni, lavorati con maestria artigianale, trovano posto in mobili robusti e dal design senza tempo, come tavoli, librerie e consolle, che si integrano perfettamente in ambienti che celebrano l'eleganza rustica. La pietra è un altro materiale chiave, spesso utilizzata per pavimenti e caminetti, che aggiunge un tocco di solidità e permanenza. La pietra naturale, in particolare, è apprezzata per la sua bellezza intrinseca e la sua capacità di complementare il legno, creando un connubio perfetto tra i due elementi. Il cotto, con la sua superficie ruvida e il colore caldo, è un'alternativa popolare per i pavimenti, specialmente in cucina e nelle aree di ingresso, dove può sopportare un alto traffico mantenendo il suo fascino.

Ma cosa rende davvero unico lo stile country inglese? Senza dubbio, l'attenzione ai dettagli. Tessuti decorati, come quelli ispirati alle celebri stampe di William Morris, fondatore del movimento Arts & Crafts, introducono pattern a righe o temi floreali che sono il segno distintivo di questo stile. I tessuti giocano un ruolo cruciale nell'arredamento country inglese, con lino e cotone che sono scelte popolari per via della loro freschezza e praticità. Questi materiali naturali sono spesso utilizzati per tende, cuscini e rivestimenti di sedie, e sono apprezzati per la loro capacità di rendere gli ambienti più vivibili e confortevoli.

Gli arredi in stile country inglese si avvalgono, pertanto, di una gamma di materiali naturali e di alta qualità che insieme creano un'atmosfera di calore e tradizione. Che si tratti di una casa di campagna autentica o di un appartamento in città che desidera un tocco di rusticità, i materiali scelti per lo stile country inglese sono essenziali per catturare l'essenza di un design che è tanto bello quanto funzionale. Con questi materiali, è possibile creare un ambiente che non solo è esteticamente piacevole, ma che invita anche a vivere in modo più connesso con la natura e le sue texture.

I mobili più iconici dello stile country inglese: un tuffo nel fascino rurale britannico Lo stile country inglese è un inno alla comodità e all'eleganza rustica, un arredamento che racchiude in sé la storia e il calore delle campagne britanniche. Tra i mobili più iconici di questo stile, alcuni pezzi hanno il potere di trasformare qualsiasi ambiente in un angolo di tradizione e comfort. La poltrona Wingback, conosciuta anche come poltrona "orecchioni", è uno dei pezzi più distintivi dello stile country inglese. Con le sue linee classiche e il suo design avvolgente, questa poltrona è perfetta per creare un accogliente angolo lettura o per godersi il tepore del camino. La sua presenza nelle case britanniche è un classico che non tramonta mai, simbolo di un comfort senza tempo.

Un altro mobile che incarna lo spirito dello stile country inglese è la Windsor Chair. Questa sedia, con il suo schienale ad asticelle e il bordo ricurvo, è un capolavoro di design funzionale e di estetica. La Windsor Chair è spesso utilizzata in abbinamento a tavoli in legno massiccio, creando un'atmosfera conviviale e familiare, perfetta per le lunghe chiacchierate dopo i pasti.

Non possiamo poi dimenticare il divano Chesterfield, un vero e proprio simbolo dell'arredamento britannico. Con il suo rivestimento in pelle capitonné, il Chesterfield è un pezzo di mobilia che esprime lusso e raffinatezza, ma anche un senso di accoglienza e robustezza che ben si adatta allo stile country. I mobili in legno massiccio, sia intagliati che semplici, sono un must-have per chi desidera ricreare l'autentico stile country inglese. Letti a baldacchino, credenze e librerie in legno sono solo alcuni degli esempi di come questo materiale possa essere utilizzato per conferire agli ambienti un senso di solidità e tradizione. Le wing chair e le sedute imbottite invitano al relax e alla conversazione, mentre gli accessori vintage e i tessili a quadretti aggiungono un tocco di calore e personalità.

Lo stile country inglese è un mix perfetto di funzionalità e bellezza, dove ogni mobile non è solo un oggetto d'arredo, ma una storia da raccontare. Questi mobili iconici sono testimoni di un passato ricco di tradizioni e di un presente che continua a valorizzarle, rendendo ogni casa un luogo dove il tempo sembra fermarsi e la vita scorre al ritmo della natura e dell'autenticità. Se siete amanti dello stile country inglese, lasciatevi ispirare da questi pezzi iconici per portare un tocco di eleganza rustica e di storia nella vostra casa.

I colori dello stile country inglese: una palette di tradizione e natura Lo stile country inglese è rinomato per la sua capacità di creare ambienti caldi e accoglienti, che riflettono l'amore per la campagna e la tradizione. La palette di colori tipica di questo stile è ispirata direttamente dalla natura e dalle tonalità pastello, evocando la serenità dei paesaggi rurali inglesi e la ricchezza delle loro tradizioni. I colori predominanti sono quelli tenui e rilassanti, come il rosa, il giallo e il verde, che ricordano i colori di un giardino inglese in fiore. Queste tonalità sono spesso accompagnate da blu e grigi più acquosi, che aggiungono un senso di freschezza e tranquillità agli ambienti. Non mancano poi tocchi di colori più vivaci e accesi, che servono a rendere gli spazi più dinamici e vissuti.

Il bianco, spesso associato ad altri stili come il provenzale o lo shabby chic, viene sostituito da sfumature più morbide e calde, che contribuiscono a creare un'atmosfera intima e familiare. I colori più scuri, come il marrone o il bordeaux, sono utilizzati con parsimonia, principalmente per enfatizzare dettagli come le travi a vista o i pavimenti in legno. Inoltre, l'equilibrio tra i colori neutri e quelli più vivaci è fondamentale per mantenere l'essenza dello stile country inglese. Tra i neutri, troviamo il verde acqua tenue, il grigio chiaro, il rosa pallido e il blu, mentre tra le tonalità più calde spiccano l'ocra, il crema e il giallo. Questi colori non solo adornano le pareti e i tessuti, ma si ritrovano anche nei mobili e negli accessori, dai divani e poltrone imbottite alle porcellane e ai tessuti stampati. La carta da parati, un altro elemento distintivo dello stile country inglese, spesso presenta grandi stampe floreali che si abbinano perfettamente ai tessuti e ai tappeti, creando un ambiente armonioso e bilanciato.

giovedì 2 gennaio 2025

La Legge di Attrazione: Un Viaggio tra Fede e Scienza

Ho scritto più volte che la Rete è un mare grande dove si naviga, spesse volte a vista e spesse volte ci si perde dimenticando ciò che si stava cercando, perché attratti da un argomento che l’algoritmo ha posto in evidenza. Non mi è ancora chiaro se gli argomenti proposti all’apertura di una nuova scheda nel browser sono anche questi guidati dall’algoritmo o sono generali, ovvero uguali per tutti. Sta di fatto che un paio di giorni fa mi è stato proposto un post che ho trovato inusuale considerato il sito che lo proponeva. Ma l’argomento per me è sempre stato stuzzicante, anche perché applicandone i principi non posso negare, checchè se ne dica nel bene e nel male, che almeno per quanto mi riguarda funziona davvero!

Il titolo era: Legge dell'attrazione: perché può essere davvero la chiave del successo. E come usarla a vostro vantaggio. E questo l’incipit: “La legge dell'attrazione è una teoria new-age nata nei primi anni 2000 e influenzata dalla fisica quantistica, secondo la quale l'energia attira energia simile e pertanto qualsiasi evento positivo o negativo può essere attratto dall’uomo mediante i pensieri, trasformando questi ultimi in realtà. Il più grande fisico del XX secolo, Albert Einstein, diceva in proposito: «Allineati alla frequenza della realtà che desideri, e questa si manifesterà». La legge dell'attrazione si basa quindi su un'idea quanto mai semplice: ognuno di noi attrae ciò che manifesta. Se ci concentriamo sugli aspetti positivi, daremo vita a esperienze positive, mentre, se indulgiamo al pensiero negativo, attrarremo cose spiacevoli” Nel consigliare, ovviamente, la lettura dell’articolo di Mélanie Defouilloy, redattrice di Vogue Italia, alcune mie personali considerazioni.

La Legge di Attrazione è un concetto che ha guadagnato popolarità negli ultimi decenni, specialmente grazie a libri e film come "The Secret". Essa si basa sull'idea che i nostri pensieri e le nostre emozioni possano influenzare la realtà che ci circonda. In altre parole, ciò che pensiamo e sentiamo attrae esperienze simili nella nostra vita. Ma quanto c'è di vero in questa teoria? E quali sono le implicazioni filosofiche e pratiche della Legge di Attrazione?

Origini e Fondamenti Le radici della Legge di Attrazione possono essere rintracciate in antiche tradizioni spirituali e filosofiche, ma è nel XIX secolo che il concetto ha iniziato a prendere forma nel contesto del New Thought Movement. I sostenitori di questo movimento credevano che la mente umana avesse il potere di influenzare la realtà attraverso il pensiero positivo. Con l'avvento della psicologia moderna, alcuni principi della Legge di Attrazione sono stati esplorati anche in relazione alla scienza del comportamento umano.

Il Potere del Pensiero Positivo Uno dei pilastri fondamentali della Legge di Attrazione è l'idea che il pensiero positivo possa portare a risultati positivi. Studi scientifici hanno dimostrato che mantenere un atteggiamento ottimista può migliorare la salute mentale e fisica, aumentando anche la capacità di affrontare le sfide. Tuttavia, è importante notare che il semplice pensare positivo non garantisce automaticamente risultati favorevoli; è spesso necessario accompagnarlo con azioni concrete.

Critiche e Limiti Nonostante la sua popolarità, la Legge di Attrazione ha ricevuto critiche significative. Molti scienziati e psicologi sostengono che non esistano prove empiriche sufficienti per supportare l'idea che i pensieri possano materializzare eventi nella realtà. Inoltre, c'è il rischio che l'enfasi sul pensiero positivo possa portare a una forma di colpevolizzazione delle vittime: se qualcuno affronta difficoltà o sofferenze, potrebbe sentirsi responsabile per non aver "attratto" esperienze migliori.

Applicazioni Pratiche Nonostante le critiche, molti trovano utile applicare i principi della Legge di Attrazione nella loro vita quotidiana. Tecniche come la visualizzazione creativa, la meditazione e l'affermazione positiva possono aiutare a chiarire obiettivi personali e professionali, aumentando la motivazione e la determinazione. Questi strumenti possono fungere da catalizzatori per il cambiamento personale, incoraggiando le persone a perseguire attivamente ciò che desiderano.

La Legge di Attrazione rappresenta un'interessante intersezione tra spiritualità, psicologia e filosofia. Sebbene manchi di una solida base scientifica, offre spunti utili per riflettere sul potere dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. In definitiva, mentre possiamo non essere in grado di attrarre tutto ciò che desideriamo semplicemente pensando a esso, possiamo certamente utilizzare il potere del pensiero positivo per ispirarci all'azione e creare opportunità nella nostra vita.

In un mondo complesso come quello attuale, dove le sfide sembrano moltiplicarsi ogni giorno, abbracciare una mentalità positiva può essere un passo importante verso una vita più soddisfacente e realizzata. La chiave sta nell'equilibrio: sognare in grande ma anche agire con determinazione. Del resto, non è la Bibbia che ci ricorda … "Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Poiché tutti coloro che chiedono riceveranno, Tutti coloro che cercano troveranno, A tutti coloro che bussano verrà aperto", Matteo 7:7-11?

sabato 2 novembre 2024

Passione decorazione d'interni. Lo stile coloniale inglese

Coltivare i propri interessi è fondamentale per il nostro benessere. Quando ci dedichiamo alle nostre passioni, alimentiamo una parte vitale di noi stessi che desidera esplorare, imparare e crescere. Peraltro, gli interessi personali offrono un rifugio dal ritmo frenetico della vita quotidiana, sempre più stressante. Che si tratti di arte, sport, lettura o giardinaggio, dedicare tempo ai nostri hobby ci permette di staccare la spina e rilassarci. Questo tempo di qualità è cruciale per ridurre lo stress e migliorare la nostra salute mentale. Credo, inoltre, che coltivare i propri interessi sia un potente strumento di autostima. Quando ci immergiamo in attività che ci piacciono, ci sentiamo realizzati e soddisfatti. Raggiungere piccoli traguardi nei nostri hobby ci dimostra che siamo capaci e ci motiva a perseguire obiettivi più ambiziosi. Eppoi, dedicarsi ai propri interessi stimola la creatività e l'innovazione. Quando esploriamo nuove idee e approcci, sviluppiamo la capacità di pensare fuori dagli schemi e di trovare soluzioni originali ai problemi. Quindi, perché smettere di “creare” anche se soltanto in via teorica, se coltivare i propri interessi non è solo un passatempo piacevole, ma una pratica essenziale per il nostro benessere e sviluppo personale?

La mia passione è l’arredamento degli interni e, per un insieme fortuito di circostanze, da una decina di anni, dalla teoria – come si suol dire – sono passata alla pratica, dando concretezza ai miei progetti. Il mercato immobiliare e un nuovo modo di viaggiare (o meglio di soggiornare durante i viaggi) mi hanno dato l’opportunità di rimettere a nuovo alcuni appartamenti, l’ultimo dei quali, che amo particolarmente, è stato arredato in stile coloniale inglese.

Il colonialismo inglese, noto anche come l'Impero britannico, è stato uno dei più vasti e duraturi della storia. Iniziato nel XVI secolo, l'Inghilterra iniziò a stabilire colonie in Nord America, India, Australia e altre parti del mondo. La politica coloniale inglese si basava sulla conquista e sfruttamento delle risorse dei territori occupati, spesso a scapito delle popolazioni locali. L'Impero britannico raggiunse il suo apice nel XIX secolo, governando circa un quinto della popolazione mondiale e coprendo oltre un quarto della superficie terrestre. Il colonialismo inglese ha lasciato un'impronta duratura in termini di lingue, leggi e cultura in molte parti del mondo. Nello specifico, la decorazione in stile coloniale inglese La decorazione in stile coloniale inglese risale principalmente al Seicento e Settecento, periodo in cui l'Impero britannico iniziò a espandersi e a stabilire colonie in Nord America, India, Australia e altre parti del mondo.

Questo stile architettonico e decorativo si è sviluppato come una fusione di elementi europei e influenze locali, dando vita a un'architettura distintiva e duratura. Lo stile coloniale inglese nell'Ottocento ha continuato a evolversi, influenzato dalle tendenze architettoniche della madrepatria e dalle esigenze pratiche delle colonie. Durante questo periodo, lo stile Georgiano è stato particolarmente prominente, caratterizzato da elementi neopalladiani come facciate simmetriche, frontoni triangolari e finestre a finestra singola. Inoltre, l'architettura coloniale inglese ha incorporato materiali locali e tecniche costruttive adattate al clima e alle risorse disponibili.

Ecco alcuni consigli per aggiungere lo stile coloniale britannico alla vostra casa. Per quanto mi riguarda io l’ho già fatto seguendo proprio questo criterio.

Architettura. L'architettura delle case in stile coloniale britannico ha in genere alti soffitti per far salire il calore e mantenere la stanza un po ' più fresca. Non dovrebbero mancare a tale scopo i ventilatori a soffitto di grandi dimensioni, e ciò al fine di mantenere le stanze fresche. Personalmente non amo molto lo split dell’aria condizionata nella camera da letto. Mentre il ventilatore che può essere anche posizionato in modalità invernale, a mio avviso, è un’ottima soluzione.

I soffitti erano spesso fatti di legno e i pavimenti erano in legno o pietra, poiché questi erano i materiali facilmente disponibili. Pertanto, chi ha la fortuna di trovare un pavimento in parquet lo conservi. E’ molto più caldo ed accogliente di un pavimento in laminato, per non parlare della ceramica che, con questo stile, non si adatta per nulla. Le pareti erano di solito di colore bianco o legno colorato. E la boiserie è proprio uno degli elementi che amo di più per dare un tocco particolare all’ambiente. Le finestre non venivano utilizzate soltanto per far entrare la luce, ciò in quanto le finestre sui lati opposti della casa creano una ventilazione trasversale particolarmente efficace. Purtroppo questo ottimale criterio di costruzione non è più utilizzato, con la conseguenza che la possibilità di arieggiare la casa è venuta meno.

La decorazione degli ambienti. Gli inglesi portavano molto spesso con sé mobili e decorazioni tipiche della loro madrepatria, come divani in vimini, grandi librerie in legno di teak anche se erano molto amati i mobili formali in legno di mogano scuro che resistono ai climi umidi. I lampadari erano lampadari in ferro battuto. Insomma, un mix unico e sofisticato. Apprezzato era anche lo stile di arredamento di campagna, con mobili facilmente smontabili, imballati e spostati e spesso realizzati con materiali locali più leggeri, come bambù, vimini e rattan. Bauli e valigie venivano a volte utilizzati come mobili.

I Tessuti. I tessuti che più si adattano allo stile sono il lino bianco ed il cotone. Ma per i complementi d’arredo vanno benissimo anche stampe botaniche e stampe animalier in piccole quantità come tessuti d'accento, in genere su cuscini, tovagliette, coperte e altri piccoli oggetti per aggiungere morbidezza e stile a una stanza. I tappeti possono essere in iuta naturale o colorata, il sisal o l'erba di mare, ma anche i tappeti orientali sono assolutamente coerenti con lo stile, in quanto di produzione locale.

Complementi d’arredo. Le famiglie britanniche a quel tempo erano molto interessate allo studio della botanica, quindi gli oggetti botanici sono spesso usati come abbellimento artistico. Molto apprezzati anche gli specchi decorati. Le case coloniali britanniche erano spesso caratterizzate da ampie finestre. Quindi, in tal caso, le decorazioni appe pareti potevano essere minime. Chi viveva nelle Indie, di norma, era molto benestante e quindi amavano circondarsi di complementi preziosi da ostentare: vetri e porcellane di pregio, oggetti d'argento, chinoiserie blu e bianco, oggetti in avorio, conchiglie, mappe e telescopi.

giovedì 19 settembre 2024

Di donne, di identità e di parole

La migliore del giorno! Come ho avuto più volte modo di affermare, nel navigare nella rete - a volte - ci si perde. Ma, a volte, perdendosi si arriva a scoprire perle nascoste in siti (magari già noti) utilizzati fino ad ora per tutti altri scopi, ma la cui serietà ed accuratezza sono inconfutabili. E' quello che mi è successo stamattina allorquando ero intenta a scovare i natali di una scrittrice del secolo scorso. Sta di fatto che il titolo ha stuzzicato la mia curiosità e, di conseguenza, mi sono cimentata alla lettura di questa interessante riflessione: Figure femminili, donne e canone di Federico Sanguineti, pubblicato da treccani.it Il primo passo è la ovvia curiosità di saperne qualcosa di più a proposito di questo autore e, ironia della sorte, la mia prima ricerca ha riguardato Federica Sanguineti, ovvero una donna. Perchè soltanto una donna avrebbe avuto il coraggio ovvero l'ardire di affermare che: "Poiché, come il vile Tancredi in lacrime di fronte a Ghismonda nella prima novella della quarta giornata del Decameron, il sistema patriarcale mostra, ogni giorno di più, una pericolosa fragilità omicida, non resta che imprimere nella mente le parole di Rada Iveković:
La responsabilità del socialismo e, a livello di storia delle idee, la responsabilità di tutte le sinistre, al potere e non, è incalcolabile. È di non aver capito che la diseguaglianza e l’ingiustizia patite dalle donne, in tutte le società conosciute, non è una discriminazione fra le tante, ma è alla base di tutte le altre discriminazioni ed è costitutiva del sistema. "

Ma l'esito è stato negativo. Nato dal dubbio che tra cuoche ed estetiste presenti online ci fosse soltanto un omonimia con l'autrice della illuminante denuncia. Ritornata, quindi, nella pagina di Treccani la piacevole sorpresa: l'autore della accurata analisi è il "maschio" Federico Sanguineti, che google presenta, fin da subito, come l'autore di "Per una nuova storia letteraria", prima di elencare tutti i siti dov'è possibile acquistare il volume e dove il volume stesso è recensito.

Una lettura che consiglio vivamente, a tutte e tutti, perchè pone la questione della rimozione delle autrici dal canone della letteratura italiana, proponendo la discussione e l’assunzione di un nuovo canone.

Al di là della critica che Sanguineti fa al De Santis sui cui testi molti di noi hanno studiato, molto interessante è l'approfondimento di Chiara Stinghi in La comparsa della donna nella scrittura, pubblicato online.

Fino alla metà del Settecento le donne scrivono prevalentemente per loro stesse, di nascosto, privatamente, e solo alla fine dell'Ottocento escono allo scoperto imponendosi nel mercato editoriale. Dopo secoli di esclusione, la donna inizia il suo percorso di conquista di un piccolo, ma determinante spazio nella letteratura. Questo tipo di carriera, non ancora normalizzata per una donna, porta la scrittrice che vuole affermarsi a trasgredire alle regole della società ed alla tradizione. Le scrittici, infatti, sono costrette a combattere contro censure e pregiudizi, conseguenze di un passato che discriminava il sesso femminile, escludendolo da ogni forma di partecipazione sociale e collettiva. Questa antica esclusione ha determinato comportamenti sociali, subordinazione all'uomo ed anche abitudini linguistiche e letterarie.

Il "punto di vista femminile" costituisce un settore preciso nel vasto mondo della letteratura, interessante in quanto qualificabile autonomamente. La donna scrittrice è lontana dalla cultura e dal sapere ufficiale: la condizione stessa di appartenenza al sesso femminile incide sulla sua produzione, proprio come l'educazione e l'istruzione.

L'educazione femminile ottocentesca è approssimativa, utilitaristica e generalmente molto breve. Nella migliore delle ipotesi le bambine frequentano la scuola fino a dodici, tredici anni, ma nella maggior parte dei casi le fanciulle raggiungono un livello minimo di scolarità, che non assicura loro neppure il possesso stabile degli strumenti più elementari per leggere, scrivere e far di conto. Secondo la concezione maschilista diffusa, le donne non necessitano un'istruzione come gli uomini poiché i loro compiti si limitano al governo dei figli e alla cura della famiglia e della casa.

Il libro di Federico Sanguineti, Per una nuova storia letteraria (Argolibri, 2022) che va letto perchè è un’illuminante raccolta di saggi sull’argomento ed un utile strumento per fare chiarezza sull' assenza della donna nella letteratura italiana, prima del secolo scorso. Perchè evidenzia come la rimozione delle donne dal canone, “un vero e proprio femminicidio culturale”, sia stata compiuta con un atto deliberato, complice l’adozione nella “storiografia borghese” del Regno d’Italia del modello di Francesco De Sanctis, storico della letteratura e primo ministro dell’istruzione italiano.

mercoledì 28 agosto 2024

La retina rossa delle arance: la migliore di oggi sul web!

Il motivo per cui le arance sono confezionate nelle reti rosse è stato spiegato in uno studio ad hoc condotto dal professor Karl R. Gegenfurtner del Dipartimento di Psicologia presso l'Università di Giessen, Germania. continua su fanpage

lunedì 26 agosto 2024

Cesare Pavese e miti personali

Il 27 agosto 1950 moriva suicida, a Torino, Cesare Pavese. Amo molto leggere. Più narrativa che saggistica. Anche se dovrebbe essere il contrario. Ma nel mio campo non smetto di studiare ed approfondire. Quindi, poiché non si può essere onniscienti va bene così. Il tris dei miei miti sono Jacques Prevert, il cui libro di poesie mi venne regalato da mia sorella per il quattordicesimo compleanno, Cesare Pavese, conosciuto a 15 anni, grazie ad una insegnante di lettere indomita e caparbia ed infine Bruce Cathwin, scoperto un po’ per caso a Torino nel lontano 1989 quando cercando riparo dalla pioggia mi infilai in una libreria e venni irrimediabilmente attratta dal titolo di un libro, casa editrice Adelphi: Le vie dei canti.

Potrebbe sembrare strano, vista la loro diversità di provenienza ed anche il genere letterario. Eppure, cercando di dare un senso a questa mia personale scelta di preferenza, devo ammettere che Cesare Pavese, Jacques Prévert e Bruce Chatwin, nonostante le loro differenze, condividono una sensibilità comune verso temi come l'alienazione, la solitudine, la memoria, e un profondo interesse per le culture e le tradizioni, che esplorano attraverso stili narrativi e poetici evocativi. Tre figure letterarie molto diverse per origine, stile e ambito di lavoro, ma con alcune tematiche e approcci che li accomunano. Ad esempio, l’esplorazione dell'alienazione e della solitudine. Cesare Pavese affronta spesso nei suoi romanzi e racconti il tema dell'alienazione. I suoi personaggi sono spesso individui solitari, in conflitto con il mondo circostante e alla ricerca di un senso di appartenenza che spesso non riescono a trovare. Jacques Prévert, sebbene sia noto per la sua poesia più giocosa e lirica, affronta anche temi di alienazione e solitudine, soprattutto in un contesto urbano moderno. Molte delle sue poesie riflettono un senso di disconnessione e perdita, con un sottotono di malinconia. Bruce Chatwin, dal canto suo, noto soprattutto per i suoi libri di viaggio, esplora l'alienazione attraverso il tema del nomadismo e del vagabondaggio. Nei suoi scritti, i protagonisti spesso si trovano a viaggiare alla ricerca di un significato, ma questa ricerca è anche un modo per sfuggire alla solitudine interiore.

Un altro aspetto che accomuna i miei tre miti è la riflessione sul passato e sulla memoria. Pavese esplora il passato come una dimensione importante nella vita dei suoi personaggi. Il ritorno alle radici o la riflessione sui ricordi è un tema centrale nelle sue opere, dove il passato ha un impatto forte sul presente. Prévert utilizza spesso la memoria e i ricordi come temi nelle sue poesie, evocando tempi passati con una vena nostalgica che evidenzia l'effimero della vita e dei momenti. Chatwin, nei suoi viaggi, è affascinato dalle storie e dalle tradizioni del passato. Le sue opere, infatti, non sono solo narrazioni di viaggi fisici, ma anche esplorazioni delle tracce che il passato lascia sui luoghi e sulle persone.

C’è, poi, l’interesse per le culture e le tradizioni. Pavese dimostra un forte interesse per la cultura contadina italiana, esplorando nelle sue opere le tradizioni, i miti e le credenze della sua terra natale, il Piemonte. Prévert, con il suo linguaggio accessibile e le sue immagini vive, spesso si ispira alla cultura popolare francese, riflettendo su temi comuni e utilizzando simboli e luoghi della vita quotidiana. Chatwin, noto per il suo interesse nelle culture nomadi e nelle tradizioni di popoli lontani, con i suoi libri esplora il contatto tra culture diverse e le storie che nascono da queste interazioni.

Ricordare, oggi, la narrativa di Cesare Pavese mi è sembrato un atto dovuto. Perché è stata un viaggio nel cuore dell'esistenza umana, esplorando con profondità e sensibilità i temi dell'alienazione, del mito e della ricerca di un senso nel mondo. Attraverso il suo stile realistico e la sua attenzione ai dettagli emotivi, Pavese è riuscito a creare opere che, pur radicate nel contesto storico e sociale del Novecento italiano, parlano a lettori di ogni epoca, offrendo una riflessione universale sulle contraddizioni e le complessità della vita. La sua capacità di fondere il quotidiano con il mito ha reso la sua narrativa un esempio straordinario di come la letteratura possa diventare uno strumento potente per esplorare e comprendere l'esperienza umana. Eppoi, il suo amore per le Langhe mi ha fatto capire che è il territorio dove siamo nati e siamo cresciuti il nostro mito. E, da allora, ho guardato le colline del Collio con occhi diversi.

Qui è possibile leggere uno dei suoi racconti che amo particolarmente: il campo di granoturco

domenica 5 novembre 2023

La casa che ti sceglie

Ogni anno, a novembre, acquisto Gardenia perché, allegata alla rivista, c’è un’agenda. Nonostante mi consideri abbastanza informatizzata, e legga quasi esclusivamente i libri in formato digitale, ancora non mi sono abituata ad usare l’agenda digitale. Amo l’agenda di Gardenia in quanto percepisco meglio il trascorrere dei mesi e delle stagioni; con i fiori e le piante che attraverso le immagini in acquarello, scandiscono lo trascorrere del tempo.

Oggi, che avendo un po’ di tempo, ho iniziato a sfogliare la rivista, nella rubrica delle “idee” ho trovato una piacevole sorpresa nel titolo: “Oriente, legna e fuoco accendono l’autunno”. Non ho alcun dubbio si tratti esclusivamente di una coincidenza, ma il fatto di aver deciso di arredare in stile orientale la mia nuova casa, mi ha emozionata non poco. Non amo le modernità ed il mio stile è strettamente personale. Le case si arredano da sole, sostengo sempre più spesso, come è anche vero che la “casa che fa per te” è lei che ti sceglie. L’ultima conferma l’ho avuta nelle scorse settimane. Da tempo stavo dietro ad un appartamento in pieno centro, nella mia città, ma leggermente defilato dal traffico e dal chiasso. Due meravigliose stanze con pavimento in terrazzo alla veneziana e con un decoro yin e yang realizzato all’inizio del secolo scorso, mi avevano assolutamente stregata. Dopo l’ultima visita, accompagnata dai miei amici architetti la decisione finale: quell’appartamento ai piedi del castello doveva essere mio, anche se le condizioni complessive dell’immobile lasciavano a desiderare dal punto di vista della manutenzione. E questo fatto, per me che considero l’accesso un elemento molto importante essendo di fatto il primo impatto per coloro i quali vi accedono, rimaneva un cruccio che, tuttavia, speravo di poter superare nel futuro. L’intenzione era quella di passare in agenzia per formalizzare la proposta di acquisto, dopo aver consumato al bar l’aperitivo serale. Poi, vista l’ora, la decisione di rinviare il tutto all’indomani mattina.

Di norma, alla sera, mentre a letto guardo una serie alla TV, ho sempre il tablet a portata di mano. Perché c’è sempre qualche notizia interessante da approfondire o qualche messaggio al quale dover rispondere rapidamente. Quel giorno, per un impulso – posso dire decisamente istintivo – ho deciso di dare una occhiata, ancora una volta, alle case in vendita nella mia città. Ed eccola lì la casa dei miei sogni! Non nel sito destinato esclusivamente al mercato immobiliare, ma in un sito generico che fa incontrare domanda ed offerta sui più vari articoli e prodotti. Ecco la casa, proprio come la cercavo: bifamiliare, centrale ma defilata, d’inizio secolo ma senza troppi lavori da fare e delle dimensioni ottimali. Non mi sembrava vero! E’ stato veramente difficile attendere il mattino successivo per inviare un messaggio al contatto dell’agenzia indicato, tanta era l’adrenalina che avevo in corpo. Ma ce l’ho fatta. Anche se ho dovuto pazientare una settimana, prima di poter effettuare la visita all’abitazione.

L’interno è neutro. Pavimenti in legno, come piacciono a me, tre terrazze, un bagno sufficientemente grande ed uno spazio da utilizzare per nascondere la lavatrice e riporre il materiale per la pulizia. Insomma, tutto quello di cui avevo bisogno. Potevo, quindi, dare il via alla realizzazione della mia casa in stile orientale. All’inizio, la mia intenzione era quella di arredarla in stile indiano e chiamarla “La casa di Kipling”, ma poi, memore dell’atmosfera presente in diversi film che ho amato molto, la mia scelta è ricaduta su un’area geografica più ampia. Ed ecco, quindi, la Oriental house. Da coincidenza in coincidenza, ho iniziato a fare i primi acquisti: il tessuto per la tappezzeria, (l'irrinunciabile toile de jouy) dal mio abituale fornitore francese, ed un paravento indiano. Ed ecco che, sfogliando una rivista ho scoperto che, proprio in queste settimane è stata allestita, a Milano dalla Fondazione Prada, una mostra di paraventi, ovvero quell'oggetto che iniziò ad essere conosciuto, esportato e poi reinterpretato nella cultura visiva occidentale il compito di custodire le più importanti narrazioni storiche e sociali delle rispettive culture.

I meravigliosi paraventi sono esposti nei locali della Fondazione Prada in Largo Isarco,2 – Milano ed è possibile visitrarla fino al 22 febbraio 2024.

Per saperne di sulla mostra più leggi l'articolo di Living Corriere

La pastasciutta antifascista: cos'è e perché se ne discute

Una delle tante locandine in Italia Da dove nasce la pastasciutta antifascista del 25 luglio, il legame con i fratelli Cervi e le polemiche ...