sabato 4 luglio 2020

Il mio personale film-festival: Storie dell'altro mondo


Cinema che passione! Lo amo talmente tanto che cerco di guardarne almeno un paio alla settimana. Il servizio di streaming offerto dalle varie piattaforme offre un ventaglio di proposte per tutti i gusti e così posso compilare le mie personali rassegne che segnalo, poi, agli amici. Oggi posso dire che i miei gusti sono raffinati; perché ho scoperto che della selezione individuata dalla Giuria del Premio Amidei, che ogni estate si svolge a Gorizia, la città in cui vivo, me ne manca soltanto uno. Li ho visti tutti basandomi sui giudizi della critica ma anche del pubblico e, quindi, evidentemente non ho sbagliato. A volte, quando un film mi piace particolarmente, lo commento anche per Mymovies e chi desiderasse dare una occhiata alle mie considerazioni, può visitare il Blog Appunti e spunti goriziani. A redigere le mie personali compilation ho iniziato un paio di anni fa, con l’apprezzassimo Food movie festival. La ghiotta occasione era legata all’Expo di Milano che, appunto, proponeva il cibo come tema. L’anno successivo è stata la volta dei giardini, poi momenti di approfondimento sugli eventi bellici. Quest’anno ho pensato ad un tema delicato e, a mio avviso avvincente. “Storie dell’altro mondo”.

sabato 27 giugno 2020

Il cottage garden e gli alberi da frutto


Riprendo a parlare di giardini; seppur con ritardo rispetto alla scaletta che mi ero prefissata. Ma, ahimè, il tempo vola e le due ore al giorno che dedico a curare le mie adorate piante, mi lasciano ben poco altro tempo per coltivare i miei ulteriori interessi, o meglio le passioni che caratterizzano la mia vita: cinema, cucina e lettura. E per fortuna che ho deciso di orientarmi verso il cottage garden, che è quanto di più diverso dalla concezione formale che caratterizza il giardino all’italiana. Il giardino formale, o giardino all'italiana, infatti, ha bisogno di molte più cure. E’ uno stile di giardino di origine tardo-rinascimentale ed è caratterizzato da una suddivisione geometrica degli spazi ottenuta con l'utilizzo di filari alberati e siepi, di sculture vegetali di varia forma ottenute con la potatura di cespugli sempreverdi (topiarie), specchi d'acqua geometrici, spesso accostati ad elementi architettonici quali fontane e statue. Ha profondamente influenzato l'intera storia del giardinaggio, risultando decisivo anche per la nascita del giardino alla francese e, per contrasto, del giardino all'inglese. 

lunedì 22 giugno 2020

Sarde, sardelle, sardine e sardoni


Devo ammettere che ci ho messo un bel po’ di tempo prima di capire la differenza tra le diverse tipologie di pesce azzurro che popolano il nostro mare Adriatico. Ma da quando ho iniziato ad apprezzare gusto e sapore delle ricette della tradizione regionale ne sono diventata una consumatrice compulsiva. Tanto da frequentare con cadenza quasi bisettimanale la pescheria della mia città. Mi rifornisco alla pescheria da Michele in via Boccaccio a Gorizia. Perché gentilezza, consigli e pesce fresco vengono elargiti in pari proporzione. E non sai quindi, quando ci ritorni la seconda volta, il vero motivo della tua decisione. Sopratutto in relazione al fatto che il negozietto lungo e stretto sta proprio di fronte all’entrata secondaria del mercato cittadino, dove si trovano alcuni banchi di pesce, prevalentemente proveniente dai pescatori di Grado.

giovedì 4 giugno 2020

Passione green: il garden-cottage


Di rose non mi sono mai considerata un’esperta. E quando mi sono trovata, per un insieme incredibile di coincidenze, a disporre di un piccolo giardino, ho iniziato ad acquistarne alcune, in base ai consigli del vivaista. E spesse volte in base al mio personale gusto estetico. I colori in giardino sono importanti  per le emozioni che riescono a trasmettere e così, i primi fiori alla fine dell’inverno ma anche in autunno li ho preferiti nelle tonalità calde: giallo, rosso ed arancio. Mentre per l’estate assolata, i toni freddi del bianco, rosa, azzurro e blu. A dire il vero, man mano che il giardino cresceva ed io mi interessavo sempre più di piante e fiori, la mia passione si è estesa a tante altre tipologie di fiori: le ortensie, gli iris, le hosta, gli hemerocallis, acanthus, euforbia, plumbago e gli agapanto, per creare macchie di azzurro qua e là. Insomma, devo proprio ammettere che, forse, sono rare le tipologie di fiori che non suscitano in me una particolare emozione. Ci sarà anche chi potrà pensare che il risultato complessivo sia di disordine. Ma a me ricorda molto i garden-cottage inglesi e, poiché Casa Howard è uno dei film che più ho amato, proprio per le scenografie di interni ed esterni, il giudizio degli altri mi importa ben poco. Perché la pace che trasmette questa oasi di colore è più di quanto avessi anche soltanto potuto sperare di ricevere come dono dalla vita.
Piante e fiori, comunque, in quanto esseri viventi, hanno le loro esigenze e potature e concimazioni sono soltanto alcuni dei compiti che mi impegnano nel corso dei giorni, settimane e mesi. Queste note sono un po’ la sintesi delle particolari cure che le piante ci chiedono, oltre a riassumere le scelte che via via sono andata ad assumere per creare il mio angolo di paradiso. Perché c’erano comunque delle scelte obbligate per mantenere la memoria storica delle tradizioni del luogo in cui vivo, così come introdurre alcuni elementi che avrebbero caratterizzato il tono british dell’insieme.

Gli alberi da frutto essenziali. Fico, melograno e caco sono le sentinelle da sempre presenti nelle case della mia regione, il Friuli Venezia Giulia e, a dire il vero, sono i frutti che preferisco. E così, nonostante le perplessità dell’amico giardiniere, li ho sistemati ai limiti estremi del giardino, con l’impegno che se avessero raggiunto dimensioni eccessive li avremmo rimossi. In quattro anni sono decisamente cresciuti anche se non mi hanno ancora consentito di gustare i loro frutti. Vedremo in futuro. Come tenere sotto controllo questi alberi da frutta per evitare che prevalgono rispetto l’insieme che deve restare armonioso? Perché come tutte le piante da frutto, anche il melograno ha necessità di potature periodiche. Queste, infatti, consentono di rinvigorire la pianta, di mantenerla sana oltre a migliorare la sua estetica. il periodo migliore per potare il melograno è in autunno, a ottobre e novembre, cioè dopo la raccolta dei frutti e prima del riposo vegetativo. La potatura del melograno si può anche effettuare tra febbraio e marzo, ovvero al termine del riposo vegetativo. Mentre le piante più giovani si possono potare anche all’inizio della stagione primaverile, per rafforzarne la crescita. Nella potatura del melograno si procede a tagliare i rami secchi, improduttivi, danneggiati, quelli grossi e i polloni basali. I tagli devono riguardare almeno due o tre grossi rami centrali. Questi rami, infatti, sono improduttivi e tendono a incrociare quelli laterali, ovvero quelli da cui si sviluppano i frutti. I tagli vanno effettuati in maniera netta e precisa, senza lasciare sbavature e ferite difficili da rimarginare.
Per saperne di più: https://www.noisiamoagricoltura.com/potatura-melograno/

PS Ovviamente ... continua.

mercoledì 29 aprile 2020

Riflessioni al tempo del Coronavirus

Emergenza sanitaria o emergenza costituzionale?


Oggi piove. Ci voleva finalmente un po’ di questa pioggia sottile, costante. Anche se le mie rose che iniziavano a sbocciare ne soffriranno un po’, penso alle produzioni agricole e orticole che di acqua avevano proprio bisogno. Ed anche i miei amati germogli di pungiotopo cresceranno con maggior vigore e facilità.
In queste oziose giornate di isolamento dove soltanto la mia passione per il cinema, la lettura ed il giardinaggio hanno reso sopportabile il cosiddetto lockdown non ho avuto molta voglia di scrivere, nel senso che mi sono limitata ai doveri professionali.
Lockdown. Strategica la scelta di utilizzare il termine straniero, anziché l’italiano “confinamento”. Forse perché il vocabolo italiano avrebbe potuto turbare anche la gente comune perché evoca un periodo storico nefasto (confino) e perchè i suoi sinonimi sono inequivocabili: prigionia, reclusione, imprigionamento, detenzione. E allora, perché non scrivere proprio di restrizioni? Questa settimana non è una settimana qualunque. E’ la settimana in cui le voci si stanno alzando per raccontare una storia che non avremmo mai più voluto sentire.

lunedì 3 febbraio 2020

Il mio Kaiserfleisch preferito


Se c’è una cosa che tutti gli amici sanno di me è che amo cucinare. Oddio è anche vero che quando ci ritroviamo, per le cene in giardino nelle sere d’estate, ciascuno porta qualcosa. Ma è anche evidente che quando il numero supera la ventina la scelta è necessariamente obbligata.
D’ inverno la situazione è un po’ diversa. A tavola, in soggiorno, non si sta in più di dieci anche se devo ammettere che il numero ideale di commensali e’ il sei. Se si è in più, inevitabilmente, si formano i gruppetti e la conversazione non viene condivisa. 
Comunque, è d’inverno che sperimento le nuove ricette ed ho deciso di appuntarle in questo blog. Così come una volta si faceva con il foglietto del quaderno inserito dentro il ricettario. Nel mio caso la cucina triestina che mia madre mi regalò il giorno in cui mi sono sposata.
Le ultime ricette che ho provato, e con una certa soddisfazione finale, sono a base di carne. E’ anche vero che ne mangio sempre meno; anzi, a dire il vero, ne mangio non più di una volta alla settimana. E do per certo che, prima o poi, smetterò del tutto. Così come ho fatto, ad esempio con il polpo. Dal giorno in cui ho letto che è un animale intelligentissimo non riesco nemmeno più a prendere in mano una confezione al supermercato. Anzi, giro la testa dalla’altra parte se sono costretta a passare davanti al frigorifero dove sono posti in vendita. E dire che fino ad un paio di anni fa ne andavo ghiotta e sperimentavo le diverse ricette. Anche se la più gustosa e quindi apprezzata, rimaneva sempre quella con le patate lesse e le olive nere.

giovedì 31 ottobre 2019

B&B, affittacamere e vacanze brevi


Al proliferare di regolamenti regionali si contrappone una visione chiara della tassazione
Le ipotesi: reddito d’impresa, redditi diversi, cedolare

Alloggio offresi, purché il soggiorno non superi i 30 giorni. E con un occhio di riguardo alle norme regionali e al regime fiscale da seguire. In Italia è boom di B&B e di camere o interi appartamenti da locare a turisti. La cosiddetta sharing economy sta diventando un affare per tutti, giovani o vecchi, a prescindere dalla professione o dalla specifica conoscenza in ambito fiscale e informatico. L’obiettivo non è sempre soltanto quello del guadagno. Perché molto spesso la condivisione resa possibile dagli strumenti della società dell’informazione è per socializzare (è il caso per esempio del Bla Bla car), mentre per quanto riguarda gli immobili l’obiettivo è quello di abbattere i costi di gestione della seconda casa, che non sempre è al mare, in montagna o in una città d’arte. Molto spesso è la vecchia abitazione dei genitori ricevuta in eredità e che, visto l’andamento negativo del mercato immobiliare, molti si ritrovano a ritenere anti-economico vendere. Ed ecco che l’affitto di una stanza o dell’intero appartamento consente di far fronte agli oneri di gestione quali la manutenzione, il pagamento di Imu, Tasi e Tarsu, oltre alle bollette per luce, acqua e gas e alle spese condominiali. Da questa situazione il moltiplicarsi delle offerte di alloggio che si possono differenziare in B&B, affittacamere e locazioni brevi, ovvero tutte quelle occasioni di soggiorno, che oggi vanno anche di moda e che si pongono in concorrenza con la tradizionale ospitalità offerta dagli alberghi.

La pastasciutta antifascista: cos'è e perché se ne discute

Una delle tante locandine in Italia Da dove nasce la pastasciutta antifascista del 25 luglio, il legame con i fratelli Cervi e le polemiche ...